“Le madri non dormono mai” di Lorenzo Marone è un romanzo toccante e a tratti malinconico. Diego, di 9 anni, e sua madre Miriam sono detenuti in un ICAM, uno dei pochi istituti a custodia attenuata, dove vivono anche i bambini, figli delle detenute fino a 10 anni. Come nelle carceri tradizionali hanno grate alle finestre, ma non ci sono pistole per i secondini. In un luogo del genere, al di là di ogni aspettativa, oltre a disillusione e paura si trovano solidarietà, affetto e sostegno. Il mondo fuori per Diego e Miriam è ancora più crudele e duro, ma i nuovi rapporti avviati in cattività si rivelano a tratti amorevoli, tanto da donare un nuovo sguardo e persino un pò di speranza. Le anime belle brillano di luce propria, anche quando intorno è tutto buio.
“Gli operatori dell’ICAM che circondano i nostri protagonisti sono solo apparentemente liberi. A dimostrare che la libertà non è solo materiale, ma anche spirituale e che siamo noi stessi gli artefici del nostro cammino. Quali gabbie abbiamo intorno, reali o figurate, che limitano il nostro percorso? Cosa facciamo per liberarcene? Queste alcune delle domande che i partecipanti al gruppo di lettura hanno affrontato.”