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Perchè leggere “Il ballo” (Irene Nemirosky)?

“Il Ballo” di Irene Nemirosky è un piccolo gioiello, un breve romanzo classico autobiografico, intenso e potente sulla società tragicomica dei parvenu parigini fortemente condizionati dall’apparenza. Un ritratto di borghesia in un interno, splendidamente crudele come “Parenti serpenti” di Monicelli, che si fa leggere tutto d’un fiato.

Antoinette ha quattordici anni e vive a Parigi con la sua famiglia. La madre, la Sig.a Kampf, e già il nome è tutto un programma (in tedesco significa “battaglia”), organizza un ballo in pompa magna per celebrare il recente successo finanziario raggiunto dalla famiglia, ma non consente alla figlia di parteciparvi in alcun modo, nonostante le sue preghiere accorate.

Alla microstoria sulla solitudine dell’adolescenza, dove il complicato rapporto madre figlia è in primo piano si affianca una macrostoria sociale e borghese, caratterizzata da relazioni decisamente poco autentiche. I punti cruciali, a tratti disturbanti, ruotano intorno all’anaffettività e alla vendetta. Da questo mondo ebraico privo di valori sono stati tratti diversi adattamenti teatrali e una versione cinematografica, nel 1931.

Lo stile del romanzo è elegante, essenziale e incisivo, sempre ricco di tensione.

Il delicato rapporto madre-figlia è il fulcro dello sviluppo emotivo e affettivo di una donna, ne determina l’identità e i rapporti sentimentali. La Nemirosky, già apprezzata in vita e riscoperta negli ultimi decenni, compie un piccolo capolavoro. Leggendo queste pagine, soffermatevi sull’effetto che vi fanno le scelte dei personaggi. Inoltre, non potrete fare a meno di chiedervi: cosa avrei fatto io al posto di Antoinette? Come gestisco le ingiustizie e i conflitti nella mia quotidianità? Siate pronti ad accogliere le nuove consapevolezze e ad abbracciare il cambiamento.

🎄 Auguro a tutti voi feste ricche di scoperte e buone letture!

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